kaonashiodawara

blog di un eclettico originale appassionato del giappone, dei trasporti ferrotranviari e di molte altre cose

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mercoledì, 28 maggio 2008

Chissà perchè certa gente dice sempre che le cose sono urgenti ed al momento del dunque se gli risolvi il problema salta sempre fuori che non sono mai così urgenti....bahhhh...Meglio pensare al prossimo fine settimana mi sa....a mercoledì presumibilmente...

Postato da: kaonashi a 22:51 | link | commenti (2) |

martedì, 27 maggio 2008

Questi giorni sarrebbero stati abbastanza statici, se non che è venuto questo sabato Maurizio R. da Valdobbiadene, che era un pò che non passava da queste parti, così c'è stata l'occasione, con Vincenzo di fargli vedere la nuova libreria della Mondadori che ha una sezione d'arte molto interessante all'ultimo piano, e girare un po per i negozi vari, certo che la città sembrava smorta con queste bizze meteo si vedeva meno gente in giro di quanto ci si aspettasse. Solo che con la questione dei sui orari il tempo a disposizione è stato relativamente poco, e venire da là non è certo una passeggiata. Comunque prima di passare dalla stazione sabato  ho pure fatto in tempo a passare dalla Yamato Video a procurarmi finalmente il dvd di "Lei l'arma finale" e di "Top o nerae 2"  (Gunbuster 2 in sostanza) opere ancora troppo poco conosciute secondo me. Curioso durante gli aperitivi in lingua giapponese a Brera che c'è una nuova sensei che vedendo il quaderno giallo dove prendo sempre gli appunti si è messa a curiosare tutto quello che c'è scritto e che è tratto pari pari dai manga in lingua originale...secondo lei un linguaggio molto gergale...

Postato da: kaonashi a 19:20 | link | commenti (1) |

martedì, 20 maggio 2008

Da un certo sollievo la pioggia di questi giorni, forse per l'effetto di eliminazione dei pollini che di solito rende fastidiose le due ultime decadi di maggio, intanto nessuno spostamento particolare questo fine settimana , solo allenarsi ad usare il computer nuovo e a cazzeggiare a Linate per il gusto di assaporare l'atmosfera viaggiosa in giornate noiose..ma se va tutto ben altre cronache, meno banali verranno..

Postato da: kaonashi a 22:36 | link | commenti (3) |

venerdì, 16 maggio 2008

ahhh.....pare che finalmente  il nuovo pc sia operativo...e ho scoperto pure che il modem vecchio era difettoso...ma ora è sistemata la faccenda sembra, la settimana prossima tornerà tutto operativo al 100%..^__^....che casin abituarsi senza modem..^^""

Postato da: kaonashi a 21:33 | link | commenti (3) |

domenica, 11 maggio 2008

Molto movimentati gli ultimi giorni, per cominciare venerdì sera c’è stata la festa di compleanno della Valeria l’amica di Gianluca e quindi siamo andati al Rock and Roll, questo locale vicino a via Gluck specializzato in musica ed iconografie hard rock, manco a dirlo pieno come un uovo, che molti stavano pure in strada, dentro però oltre allo spumante c’erano anche ben 4 torte e squsitissima quella al cioccolato:-), e la musica hard rock sparata a tutto volume, è venuta davvero una serata simpatica direi. Il giorno dopo di nuovo in viaggio per andare a Torino a vedere il nuovo tratto della metropolitana che unisce Porta Susa a Porta Nuova e  la Fiera del libro, dato che non c’ero mai stato prima, assieme ad essa c’era anche un anticipazione della Torino Comics in certi padiglioni; direi che le stazioni del metrò sembrano perfezionate rispetto a quelle già esistenti, con un design degli interni meno freddo, poi interessante vedere anche i lavori in corso sino al Lingotto. La Fiera del Libro è decisamente interessante anche se non ce la si aspettava così vasta, per il vasto spazio e il gran numero di stand,  curiosa la torre di libri non lontano dall’ingresso. In una sezione a parte vi erano anche gli stand della Torino Comics, anticipazione della manifestazione di giugno, ed erano pure ben forniti viste anche le anticipazioni dei dvd come “ Lei l’arma finale”  o “la ragazza che attraversava il tempo”. Curioso poi vedere come delle conferenze avvenissero in ambiente aperto dove l’acustica era per forza pessima per la  dispersione.

Sono poi rientrato a Milano sul tardo pomeriggio per essere in tempo per vedere Vincenzo ed andare a mangiare al Brick Oven a Porta Venezia, ed aggiornarci sulle ultime novità reciproche. Oggi poi c’è stata la Fumettopoli che, a parte il fatto che non c’erano gare di cosplay sulle quali fare la recensione, si è svolta in modo quasi speculare a quella di Febbraio, ho visto Antony la mattina così lui mi ha passato il cd delle foto dell’estate scorsa ed io gli ho fatto vedere parte di quelle stampate tra quelle scattate in Argentina, poi melina al centro giornata dopo avere fatto provvista di manga  e nel pomeriggio è venuto Gianluca con il quale , dopo che, usciti dalla Fumettopoli stessa siamo pure andati a vedere il mercatino creato sul cavalcavia della stazione di Porta Garibaldi. Ed ora sono qui con questo pc che è palesemente da cambiare, per cui potrebbero esserci ritardi di aggiornamento nei prossimi giorni…

Postato da: kaonashi a 20:26 | link | commenti (3) |

martedì, 06 maggio 2008

veduta_Floralis_Generica

casa_Sarmiento

Intanto ovviamente ho aggiornato la galleria fotografica http://photobucket.com/albums/c41/kaonashiodawara   con le foto della spedizione argentina, poi sono stato a Chiavari per il fine settimana ma non vi erano novità di rilievo, solo discussioni in materia della vendita della casa della nonna e null'altro di particolare

Postato da: kaonashi a 21:25 | link | commenti (4) |

giovedì, 01 maggio 2008

Dicevo il Malba..questo museo di arte moderna molto ben curato con una pulizia da poterci mangiare sul pavimento che raccoglie un concentrato di opere di celebri artisti dell’America del Sud, come Emilio Pettoruti, Antonio Berni, Frida Kahlò, Portinari anche se non è abbondantissima la quantità di arte raccolta, è interessante vedere sintetizzato il percorso artistico del continente che passando dalla chiara ispirazione ai modelli europei ha sviluppato forme espressivie proprie, tipom l’uso dei collage di vetri e metalli, l’uso di oggettistica  varia, anche se non sempre si comprendeva il significato di un’opera (curiosa quella di Berni della donna mangiata dal coccodrillo). Poi dopo avere preso il The Indian Song  (deliziosoooo^__^) alla cafeteria museale, visto che la distanza non era molta mi sono incamminato verso la Floralis Generica, questo monumento enorme a forma di fiore d’acciaio ed inserito in una fontana, i cui petali si muovono meccanicamente a seconda delle ore del giorno, il tutto inserito a sua volta in un parco dato che questa zona di Buenos Aires è piena di verde. Visto poi che non era lontana mi sono avviato alla Recoleta, storicamente quartiere di ricchi, da quando le famiglie abbienti lasciarono San Telmo per l’epidemia di febbre gialla che scoppiò nella seconda metà dell’800, trovando all’inizio il Buenos Aires Design, centro commerciale dedicato, all’arte che non guasta ammirare, poi risalendo verso il quartiere si costeggia il muro perimetrale ……di un cimitero….ma questo è il famoso Cimitero della Recoleta, dove è sepolta anche Evita Peron oltre ai ricchi della città... non sarebbe stato in programma…ma a quanto pare è un ordine karmico…e allora entro e senza bisogno di chiedere riesco quasi subito a localizzare   la tomba dove è sepolta la celebre presidentessa, che nell’immaginario comune è associata al paese, anche per il celebre musical (non particolarmente ben visto dai sostenitori però)…praticamente una cappella nera, con diverse lapidi e fiori freschi messi dai sostenitori e dove la salma sta 9 metri sottoterra per evitare trafugamenti …e sbirciando vedo che qui si usa nelle cappelle di famiglia tenere le bare in vista……….paese che vai……Dopo il ritorno tra i vivi scopro il Village Recoleta, dove vi sono ristoranti di tutti i generi e posso farmi una scorpacciata di carne tipo vacio argentina, con tanto di montagna di patatine fritte……deliziosoooooooo^____^ …carni e patatine fritte come qui non le si trovano mica in Europa,  si sente un sapore più pronununciato e selvatico , poi le patatine sono le numero 1 al mondo qui:-)  Esplorando la Recoleta vedo poi infatti che le case sono davvero belle e ben tenute, a volte ricordano quartieri di Roma e dell’Europa senza il degrado dell’incuria e del vandalismo. E tra una curiosata e l’altra mi ritrovo all’Avenida 9 de Julio, con la curiosità di vedere la parte iniziale di Porto Madero che è tutta zona a grattacieli, con un sapore di Tokyo,,,ma che rumorosità qui….Milano sembrerà un villaggio di montagna al confronto….Martedì…giri al Microcentro e nel pomeriggio la spedizione al Delta del Paranà  con il Tren de la Costa e quelli dell’agenzia non è che ce lo facciano prendere tutto da Maipù a Tigre, oltretutto è assai moderno come treno, le vetture e la linea sono in condizioni quasi giapponesi direi, ma costoro ci fanno sostare a San Isidro, dove c’è, guarda caso, una simpatica zona commerciale in stile ligneo, con tutti i prodotti dell’artigianato argentino e di souvenir vari, prevalenza netta di articoli in cuoio..logico con tutti i bovini presenti ed anche le caraffe e le bombillas del matè l’infuso d’erbe tipico del paese. Con il pulmino si raggiunge poi l’imbarcadero a Tigre, dove arriva uno dei rami del Paranà, dal colore marron glacè caratteristico, la città sembra piccola e bellina e salpando si vede un grosso Luna Park,  poi tutte zone verde o canneto o alberete, dove si trovano tutte le case di villeggiatura dei Portenos più o meno grandi con i propri imbarcaderi sul canale, ed anche la villa del Presidente Sarmento ora messa tutta sottovetro vista l’importanza della figura che aveva chiamato gli immigrati dall’Europa a fine 800 e si era adoperato per l’istruzione pubblica gratuita. Comunque questa cosiddetta crociera è molto rilassante, mentre al ritorno a Buenos Aires si nota prima di arrivare in zona Retiro come la ferrovia crei un ’incredibile cesura tra la zona della Recoleta con l’eleganza menzionata ed un mondo di catapecchie fatiscenti dove le persone vivono in condizioni di altissima miseria, in case spesso non finite, cadenti, e strade piene di calcinacci,detriti, immondizia, non si vedono giardini ne segni di negozi o strade asfaltate come noi li conosciamo, gente lacera che è immersa nei suoi pensieri chissà, breve la visione, intenso e duraturo l’effetto, che fa pensare a quanto si dia per scontato il benessere vivendo in Europa.

La mattina dopo levataccia per andare alla Darsena Norte a prendere il Buque bus, il battello per la gita a Colonia del Sacramento in territorio Uruguayano, interessante l’interno della nave che ha un interno vellutato che sembra quasi da nave da crociera, e poi stando sul tetto si vedrà lo spettacolo dell’allontanarsi dei grattacieli di Buenos Aires. Dopo avere navigato per i 40 km circa di distanza sul Rio de la Plata dove non si vedono le sponde opposte e che in realtà è colore Marron Glacè tendente al rossiccio ci accoglie in Uruguay un budello metallico blu con i vetri di plastica trasparente prima dei controlli doganali, e si sbarca per la prima volta in Uruguy. Qui ci attende stando al banco turistico il pullmann n° 43 che attraversato il cantiere della nuova stazione fluviale(?) ci scarica subito dopo in prossimità del ristorante, in una zona silenziosa ma con diversi negozi di artigianato. Si gira poi la cittadina che ha l’aspetto da città coloniale portoghese (lo era all’origine) case basse e colorate con i diversi stile portoghese con la pietra in vista e spagnolo con il laterizio in vista..ricorda in qualcosa Cascais..molti fiori le vecchie mura , il faro e ….vecchie auto dappertutto, strana atmosfera di quiete insolita per l’America Latina, ed anche qui però come a Buenos Aires stupisce l’alto numero di cani randagi…Si va poi in una zona vicino al Rio del Caffelatte…cioè della Plata, dove prima c’è un ex plaza de Toros (ma l’Uruguay ha proibito le corride dal 1912 dicono) e poi guarda caso ci si ferma in un emporio di vendita di artigianato uruguayano. Il tutto prima di rimbarcarsi con la menata dei controlli passaporti, ma sia prima nel viaggio di ritorno c’è il tempo di chiacchierare un po con una simpatica famiglia di ecuadoregni ed una di peruviani in vacanza da queste parti. L’assenza di inquinamento luminoso sul Rio de la Plata consente anche di ammirare il cielo stellato dell’emisfero australe che è straordinario a vedersi, con la presunta mitica Croce del Sud....segue.....(ora però son tornato in Italia da domenica 27..)

Il giorno dopo, il 24 Aprile, si pensava di andare nel nord a Rosario a portare ad una conoscente di Vincenzo un pacco regalo, ma a causa del fumo e delle operazioni di spegnimento tutte le strade di comunicazione in direzione di Rosario sono bloccate, così vado a esplorare il Boca con un giorno di anticipo sul previsto. E’ questo il quartiere forse più celebre all’estero di Buenos Aires, zona storica di emigranti liguri, che per l’appunto utilizzando la vernice di scarto delle navi, dettero diverse colorazioni alle case, creando una specie di effetto Portofino, di multivarietà cromatica delle abitazioni, solo che arrivarci è un’impresa, non essendoci il metrò e mancando completamente una segnaletica turistica, ed oltremodo a Buenos Aires le distanze sono spesso grandissime, e le carte non danno bene l’idea, per arrivare alla zona più celebre, il Caminito del Boca, bisogna praticamente spazzolare tutto il quartiere che è ben vasto, vedendo tra l’altro lo stadio colorato del Boca Junior, quello dove giocava Maratona tanto per dar l’idea. Il quartiere però lascia molto a desiderare come pulizia e manutenzione, da l’idea di essere molto lasciata andare come zona, tranne la zona del Caminito dove finalmente si riesce ad arrivare e la si trova naturalmente animatissima, l’effetto però è molto gradevole con tutte queste case multiocolorate con molti locali pensati per turisti, dove si evidenzia molto il ruolo di patria del Tango sviluppatosi al tempo dell’immigrazione europea proprio da queste angiportuali parti, (infatti le immagini di Gardel ed altri interpreti famosi sono molto frequenti) , musica e danza con grande carica di tristezza ed energia assieme e che esprimono e fanno rispecchiare nell’emigrante la miscela di desiderio di sensualità e la nostalgia di un’Europa lasciata alle spalle. Poi in altra occasione lo si vede ballare nelle strade, è incredibile la simultanea agilità e precisione dei movimenti che occorre, mi sa che deve essere molto difficile da acquisire a regola d’arte…Successivamente nel pomeriggio vado a vedere la linea A del metrò datata 1913 ed infatti sembra di fare  un viaggio nel tempo, le vetture celesteblu danno l’impressione di essere proprio dell’epoca, rivestimenti in legno ovunque e panche in legno trasversali, porte che devono essere aiutate a mano a chiudersi, si può vedere la linea davanti e dietro che per i guidatori c’è solo mezzo bugigattolo, le stazioni buie, e con molto scialo di metalli, però il tutto è decisamente suggestivo, anche se l’aspetto complessivo è decisamente fatiscente. All’ora di cena non mancano gli avanti e indietro nel calle de Florida, dove si vede di tutto oltre al Tango, anche quello che fa i palleggi con la maglia di Messi e i complessi di musica latinoamericana,

Il giorno 25 dopo il Locutorio, questi locali numerosissimi a Buenos Aires, pensati per telefonare senza sentire i rumori della strada e per connettersi ad internet pagando pochissimo, ho preso il treno alla Estacion del Retiro, ormai sono abituato al luogo che sembra già familiare e sono andato a Martinez nell’Hinterland, interessante vedere che sino  Nunez prevale l’urbanistica a casermoni, dopodiché la tipologia villette predomina e sembrerebbe quasi di essere in nordeuropea, non fosse per il cielo azzurro e il vedere il sole a nord a mezzogiorno; lì vado alla gelateria Arnaldo a consegnare al conoscente della conoscente di Vincenzo il pacco regalo (comprato a Zara) che ho portato sin lì da Milano, dopodiché si torna a Buenos Aires per fare lo shopping come s’usa fare l’ultimo giorno completo del soggiorno estero. Il giorno 26 Aprile è il ritorno, si va quindi a Ezeiza con il Remise, taxi meno ufficiale e meno costoso, e si nota meglio la fisionomia architettonica dell’Aeroporto abbastanza anonima, ma moderna dove parte l’Iberia....la quale a quanto pare ha fatto un pasticcio…infatti si scopre che deve ancora partire l’aereo del giorno prima e quindi quello di oggi partirà con 100 minuti di ritardo…meno male che non ho scelto di partire ieri……………dicono che l’aereo di ieri ha avuto un problema alla ventilazione…e considerando che in tale viaggio ci si deve stare dentro almeno 11 ore e mezzo è seria come faccenda. Meno male che dopo la dogana si può fare bene airspotting e che il ritardo non aumenta…Certo, dopo avere ammirato il paesaggio chiazze di bosco e prato del Mato Grosso brasiliano, dopo avere assistito ad un magnifico spettacolo di fulmini sui cumulonembi che si accendevano di bianco folgorante in continuazione sul nord est del Brasile, e aver visto presumibilmente Gran Canaria e Cadice dall’alto, che si arriva a Madrid Barajas che bisogna allungare il passo per prendere il metrò automatico interno per prendere  l’aereo per Milano che parte dall’altro nucleo del modernissimo terminal 4, così non c’è nemmeno tempo di apprezzarlo che si deve subito salire sull’altro aereo e ritrovarsi di nuovo a Milano… e sperando di rivedere ancora l’Argentina…il che significa che il viaggio è riuscito………….

 

Postato da: kaonashi a 18:43 | link | commenti (2) |